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Data: 10/10/2023
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IL MESSAGGERO
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Lavoro, sempre più incidenti mortali L'Abruzzo al secondo posto in Italia. I dati istat confermano la tendenza negativa. La provincia più colpita dagli infortuni è quella di Teramo

L'AQUILA In Abruzzo sono più che raddoppiati in un anno gli incidenti mortali sul lavoro. Nel periodo compreso tra gennaio e agosto di quest'anno, infatti, le vittime sono state 17, nello stesso periodo del 2002 i casi sono stati 7, per una crescita pari a +142,85%. Con una incidenza sugli occupati pari a 35,2, pari al 3,4% sul totale, l'Abruzzo si conferma al secondo posto in Italia. Nel 2022, con una incidenza pari a 14,5, la regione si è fermata alla 18esima posizione. Il quadro emerge dall'ultimo rapporto dell'osservatorio sulla sicurezza sul lavoro di Vega Engineering, sulla base dei dati Inail. Le morti bianche restano dunque una delle più grandi piaghe sociali del Paese. Partendo dall'analisi degli incidenti mortali, l'osservatorio ha tracciato una mappa delle regioni dove il rischio è più elevato e tra queste c'è anche l'Abruzzo, "zona rossa" insieme all'Umbria, alla Basilicata e alla Puglia.
«Mancano pochi mesi alla fine del 2023 e i numeri, così come le incidenze della mortalità sul lavoro, narrano ancora uno dei capitoli più tristi della storia contemporanea. Da anni non si riesce ad invertire significativamente la rotta - ha spiegato Mauro Rossato, presidente dell'Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente Vega Engineering, rispetto all'ultima indagine realizzata dal proprio team di esperti - La cultura della sicurezza, purtroppo, non rientra nelle priorità di moltissime realtà imprenditoriali. Perché altrimenti non si spiegherebbe l'andamento infortunistico nel nostro Paese. E la testimonianza di questa emergenza viene confermata dall'incremento, seppur minimo, del numero delle vittime rilevate in occasione di lavoro con un +0,8% rispetto allo scorso anno. Questo indica la stabilità del fenomeno e non, purtroppo, un'inversione di tendenza. Numeri inquietanti che narrano le tragedie personali di chi ha perso un familiare mentre svolgeva la propria attività lavorativa».
Il settore che continua a registrare il maggior numero di decessi sul lavoro, a livello nazionale e regionale, è quello delle costruzioni, seguito dal settore dei trasporti e magazzinaggio, da quello che riguarda le attività manifatturiere e infine dal commercio. La fascia d'età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni.
A livello provinciale la maglia nera va al Teramano, nono in Italia, che da gennaio ad agosto 2023 ha registrato 6 vittime, per una incidenza pari a 49. Seguono la provincia di Pescara e di Chieti, entrambe con 5 casi di incidenti mortali, rispettivamente al 14esimo e al 17esimo posto a livello nazionale, con una incidenza di 42 e 37,2. Ultima la provincia dell'Aquila, che nei primi otto mesi dell'anno ha registrato una sola vittima: l'Aquilano è dunque all'87esimo posto in Italia con una incidenza sugli occupati pari a 9,3.   Il dato abruzzese complessivo risulta tuttavia in calo rispetto al 2021 e al 2020, quando la regione si è attestata rispettivamente al terzo e al primo posto a livello nazionale, con dati molto più elevati. Nel 2021 l'Abruzzo ha registrato 27 vittime da gennaio ad agosto, nello stesso periodo del 2020 i morti sul lavoro sono stati 20. Il fenomeno delle morti bianche anche in Abruzzo assume sempre più i contorni di una vera emergenza. Proprio in virtù di questo il Consiglio regionale abruzzese ha approvato un disegno di legge che introduce nel sistema formativo regionale la figura del testimonial-formatore in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Un «passo avanti», secondo l'Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil), per la diffusione di un modello formativo di cui l'associazione è stata ideatrice, attraverso la sua Scuola della testimonianza, e che si sta affermando in molte realtà territoriali.

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