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Data: 09/11/2023
Testata Giornalistica:
CORRIERE DELLA SERA
    CORRIERE DELLA SERA

Tasse, la metà degli italiani (47%) non dichiara redditi e il 14% paga i due terzi del totale. Il 42% dei contribuenti dichiara meno di 15 mila euro

Irpef, un contribuente ogni 1,427 abitanti

L’imposta sui redditi delle persone fisiche (Irpef), considerando anche le addizionali comunali e regionali, ha portato nel 2022 un gettito pari a 175,17 miliardi di euro. È salito il numero di dichiaranti (pari a circa 41 milioni) e quello dei contribuenti/versanti, cioè le persone che versano almeno 1 euro di Irpef, saliti a quota 31 milioni, valore più alto registrato dal 2008. Ma c’è un problema: a ciascun contribuente corrispondono, di fatto, 1,427 abitanti. È quanto emerge dal report “Settima regionalizzazione sul bilancio del sistema previdenziale italiano” a cura del Centro studi e ricerche Itinerari previdenziali, presentato il 7 novembre al Cnel in collaborazione con la Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità (Cida).

Quasi la metà degli italiani non dichiara redditi

Secondo il presidente del Centro studi e ricerche Itinerari previdenziali, Alberto Brambilla, il report fornisce una fotografia «poco veritiera guardando invece a consumi e abitudini di spesa degli italiani», visto che quasi la metà (il 47%) non dichiara redditi. In sostanza, a giudicare dal gettito Irpef, l’Italia sembra più un Paese povero che uno Stato membro del G7.

Solo il 13,94% degli italiani paga circa due terzi delle tasse

Dal report emerge inoltre che appena il 13,94% dei contribuenti con redditi dai 35 mila euro in su paga da solo il 62,52% dell’imposta sui redditi delle persone fisiche. Tradotto: circa due terzi dell’Irpef ricade sui contribuenti che dichiarano redditi pari o superiori ai 35 mila euro. «Non è accettabile che poco più del 13% della popolazione si faccia carico della quasi metà degli italiani che non dichiara redditi e trova benefici in un groviglio di agevolazioni e sostegni, spesso concessi senza verificarne l’effettivo bisogno. Un 13% che guadagna da 35mila euro lordi in su, e che per questo non può beneficiare del taglio al cuneo fiscale perché è considerato troppo ricco e non può difendersi dall’inflazione nemmeno quando arriva alla pensione, sempre perché è considerato troppo ricco. Non commettiamo l’errore di pensare che le disparità che esistono in questo Paese facciano male solo a chi si trova sui gradini più bassi della scala reddituale», ha dichiarato Stefano Cuzzilla, presidente Cida

Il 42% dei contribuenti dichiara meno di 15 mila euro

Nel rapporto di Itinerari previdenziali si sottolinea inoltre che il 42,59% di tutti i contribuenti dichiara meno di 15 mila euro, pagando solo l’1,73% del totale dell’Irpef. All’interno di questa fetta di italiani, ci sono poi 8,8 milioni di persone (il 21,29%) che dichiarano redditi tra 0 e 7500 euro l’anno, pagando in media 26 euro di Irpef e, infine, altri 7,8 milioni di contribuenti che dichiarano cifre tra i 7500 e i 15 mila euro l’anno (18,84%).

Il 60% dell’Irpef viene versato nel Nord Italia

Il divario nel versamento dell’Irpef non riguarda solo le fasce della popolazione, ma anche le zone geografiche. Nel Nord Italia, infatti, nel 2022 si è versato 57,43% del totale dell’Irpef (pari a 100,6 miliardi). A seguire ci sono il Centro col 21,83% del totale (38,2 miliardi) e il Sud col 20,74% (36,3 miliardi). Il disequilibrio emerge anche analizzando anche il gettito proveniente dalle singole Regioni: solo la Lombardia, che conta circa 10 milioni di abitanti, ha versato 40,3 miliardi di Irpef. Un importo perfino superiore a quello versato da tutte le Regioni del Sud Italia, che complessivamente contano il doppio degli abitanti.

 


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